

48. Dominazione economica e oppressione politica.

Da: Sun Yat-sen, Sun Min Zhuyi, in E. Collotti, La storia
contemporanea attraverso i documenti, Zanichelli, Bologna, 1974.

A partire dagli anni Venti in Cina la lotta per l'emancipazione
nazionale conobbe un progressivo rafforzamento; determinanti
furono gli aiuti militari ed economici dell'Unione Sovietica e la
collaborazione fra il Kuo Min-tang di Sun Yat-sen e il partito
comunista cinese, fondato nel 1921 da Mao Tse-tung. In quegli anni
si diffuse la convinzione che una condizione essenziale per
l'effettivo raggiungimento di una completa indipendenza fosse la
liberazione dalla dominazione economica straniera. E' quanto
afferma nel seguente passo Sun Yat-sen, che compie anche un'acuta
analisi dei meccanismi e degli effetti dello sfruttamento attuato
dalle potenze straniere ai danni della Cina.


Le potenze usano l'imperialismo per portare avanti le loro mire
economiche; la dominazione economica  pi gravosa della
dominazione e dell'oppressione politica. L'oppressione politica 
facile a riconoscere: la gente comune reagisce immediatamente
all'oppressione politica, ma stenta a prender coscienza
dell'oppressione economica. La Cina ha gia subto molti decenni di
dominazione economica da parte delle potenze e nessuno ha
reagito... La Cina  la colonia di tutti i paesi con i quali ha
firmato dei trattati. Le potenze firmatarie dei trattati sono i
suoi padroni. La Cina non  la colonia di una potenza soltanto
perch  la colonia di tutte le potenze e noi non siamo gli
schiavi di un solo paese per il fatto che siamo gli schiavi di
tutti i paesi... Chi  assoggettato ad una sola potenza  pi in
alto ed in posizione pi vantaggiosa di chi  assoggettato a molte
potenze. Quindi il termine di semicolonia non  quello esatto
per designare la Cina: io credo che si debba parlare di
sottocolonia. [...].
Prima che alla Cina fosse stata imposta l'apertura al commercio
internazionale, le merci necessarie al popolo erano prodotte da
noi stessi. [...] Da quando la Cina  stata aperta al commercio
straniero, l'eccedenza delle importazioni sulle esportazioni non
ha pi conosciuto argini. Dieci anni fa ammontava a 200 milioni di
dollari l'anno, ma nel 1921 il valore delle importazioni superava
quello delle esportazioni per 500 milioni di dollari. A questo
ritmo, in altri dieci anni quest'eccedenza arriver ad un miliardo
e 250 milioni di dollari. In altre parole la Cina nel solo campo
degli scambi commerciali dar alle potenze straniere un tributo di
1 miliardo e 250 milioni di dollari. [...].
Accanto alle emissioni delle banche straniere, ci sono i cambi di
valuta imposti dalle banche. Nei porti, noi cinesi dobbiamo
affidare alle banche straniere anche il cambio della moneta e le
banche straniere non soltanto ci addossano la commissione al
tasso normale dell'1 per cento, ma giocano anche sul cambio dalla
moneta cinese ai dollari addossandoci un ulteriore due, tre per
cento; operano numerosi passaggi dalla moneta cinese al dollaro e
viceversa, dalla moneta di piccolo taglio a quella di grosso
taglio nel trasferimento interno del denaro e degli assegni da una
banca all'altra. [...].
Le merci cinesi inviate all'estero devono dipendere da naviglio
straniero ed anche quelle inviate all'interno sono trasportate
spesso da navi straniere...: le perdite, a causa [delle tariffe
richieste dalle compagnie straniere per il] trasporto di merci
cinesi ammontano pure a 100 milioni di dollari l'anno... E ancora
ci sono le tasse, gli affitti delle case e dei terreni nelle citt
e nei territori che ci sono stati tolti dagli stranieri o sono
stati organizzati in concessioni [zone, prevalentemente
portuali, nelle quali gli stranieri godevano di particolari
concessioni in materia doganale e giuridica, gestivano le loro
aziende senza controllo da parte delle autorit cinesi ed
esercitavano anche l'amministrazione locale]; soltanto in tasse i
cinesi che vivono in queste zone pagano 200 milioni di dollari
all'anno. E poi ci sono innumerevoli stranieri - societ o
individui che siano - che fanno affari nel nostro paese e, in
forza della copertura dei trattati inuguali, ci derubano. E' assai
difficile fare una stima delle perdite da noi subite in questo
caso. Baster tuttavia un esempio: la sola compagnia ferroviaria
della Manciuria meridionale ha un profitto annuo di 50 milioni di
dollari... Le varie indennit di guerra che sono state estorte
alla Cina [...] rientrano nel fenomeno dell'oppressione politica e
militare da noi subita piuttosto che nella voce dell'oppressione
economica. [...] Per riassumere noi perdiamo [...] non meno di 1
miliardo e 200 milioni di dollari all'anno: se non troviamo un
rimedio, le perdite aumenteranno di anno in anno e certamente non
diminuiranno per il buon volere delle potenze. La Cina  arrivata
al livello della bancarotta nazionale e se noi non troviamo una
via di salvezza, la dominazione economica provocher la perdita
del nostro paese cos come l'annientamento della nostra razza.
[...] Se questo tributo di 1 miliardo e 200 milioni di dollari
affluisse nel nostro reddito nazionale, quante cose potremmo fare!
Quale progresso farebbe la nostra societ: invece a causa di
questo asservimento economico della Cina, la nostra societ non 
libera di svilupparsi e la gente comune non ha i mezzi per vivere.
Il controllo economico straniero  peggio di milioni di soldati
pronti ad ucciderci. E mentre l'imperialismo straniero sostiene
questa depredazione economica, i problemi del popolo cinese
diventano ogni giorno pi pressanti, i disoccupati aumentano e la
forza del paese vien meno.
